Auto e partita IVA: quanto puoi realmente “scaricare”?

La frase “Tanto la scarico” è spesso quella che sente ogni commercialista prima di acquistare un’auto. Ma, nella maggior parte dei casi, il fisco riconosce solo una piccola parte di quella spesa. Le regole sono nell’articolo 164 del TUIR, e anche nel 2026 non sono cambiate. Quanto si può dedurre dipende da come usi l’auto. Per esempio, se sei un professionista o hai una ditta individuale e usi l’auto in modo promiscuo, puoi dedurre il 20% dei costi, con un limite di circa 18.075,99 euro, considerando anche il noleggio che costa circa 3.615 euro all’anno. Se sei un agente o rappresentante di commercio, la percentuale sale all’80%, con un limite di circa 25.823 euro, noleggiando a circa 5.165 euro all’anno. Per le auto assegnate a un dipendente per più della metà dell’anno, puoi dedurre il 70% senza limite di costo. E se usi l’auto solo come bene strumentale, come taxi o autoscuola, puoi dedurre il 100% di tutti i costi, senza tetto. La percentuale si applica a tutti i costi: acquisto (tramite ammortamento), carburante, assicurazione, bollo, manutenzione e pedaggi. Tuttavia, il limite riguarda solo il prezzo d’acquisto o la quota di noleggio; tutto ciò che supera questa cifra rimane fuori dal riconoscimento fiscale. Due cose sorprendenti: prima di tutto, un solo veicolo per ogni professionista o studio. Se sei in uno studio associato, puoi dedurre i costi di una sola auto per ogni socio. E poi, comprare un’auto molto costosa, come una da 40.000 euro, non è sempre la scelta migliore dal punto di vista fiscale, perché si ammortizza come se fosse di valore inferiore.
Ci sono tre regole sorprendenti. Prima, un professionista può dedurre i costi di solo un’auto, mentre negli studi associati, è una per ogni socio. Secondo, acquistare un’auto costosa non conviene fiscalmente; ad esempio, una da 40.000 euro si ammortizza come se ne costasse circa 18.075,99, e la differenza la si paga senza benefici fiscali. Infine, l’IVA al 40% rimane garantita fino al 2028 grazie a una proroga dell’UE; il 60% che non si può detrarre diventa un costo che segue le regole di deducibilità sopra descritte.

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